Associazione I colori della vita

Home Links Notizie Contattaci
 
Home arrow Notizie arrow Articoli arrow Psicologia arrow Psicologia e cinema
Psicologia e cinema PDF Stampa E-mail
giovedì 26 giugno 2008

(...) non bisognerebbe mai parlare dei film.  Prima di tutto perché nella sua vera natura un film è indescrivibile a parole: sarebbe come pretendere di raccontare un quadro o riferire verbalmente di uno spartito musicale. (Fellini, F.)

Il cinema viene definito come produzione umana dal punto di vista artistico, culturale e storico,  la psicologia come scienza che studia i fenomeni propri del meccanismo mentale e affettivo, è interessante osservare come tra le due discipline esista un innegabile innamoramento.

Il cinema mette in scena tali meccanismi, la psicologia dà spunto al cinema e insieme lo pervade.

I pensieri e le riflessioni che stimolano, ci accompagnano a volte per ore, altre per giorni, e sicuramente esistono film più o meno terapeutici, o meglio più o meno funzionali al nostro momento di vita.

  • Per gli amanti del “curare” consigliamo: “Patch Adams”, “Chocolat” e “La stanza del Figlio”.
  • Per coloro che amano raccontarsi e ascoltare: “Pomodori verdi fritti alla fermata del tram”, e “Big Fish”.
  • Per chi si sente incompreso, ma in realtà è un genio: “A beautiful mind”, “Il Postino”, “I colori dell'Anima”.
  • Per i soggetti che amano seguire un sogno e che credono fortemente nei propri ideali: “L'attimo Fuggente”, “Monna Lisa Smile” e “La ricerca della Felicità”.
  • Per gli amanti del ridere intelligente Massimo Troisi, Aldo, Giovanni e Giacomo, e Carlo Verdone possono rappresentare “spunti simpatici” per parlare e comunicare sull'imperfezione umana.
  • Per gli eterni in conflitto tra il bene e il male: “L'avvocato del diavolo”, “Il diavolo veste Prada”.
  • Per gli eterni “sognatori”:  “Al di là dei sogni”, “Tutto può succedere”.

Il cinema è spesso dissacratore, provocatorio, ironico, intimistico e di inchiesta, di condanna sociale, ma ha in sé sempre l'arte del raccontare e porta in sé un diritto essenziale, la libertà di espressione e pensiero, il punto di vista.  Può aiutare a rappresentare, senza avere la presunzione di capire, fenomeni drammatici, come la sofferenza e la morte, insormontabili tabù dell’era moderna.

Scegliere il proprio film, è un po' come scegliere il proprio abito, in un certo senso, perché possiamo amarlo follemente e il giorno dopo disfarcene, come se non lo avessimo mai visto; ma se ci affezioniamo non lo butteremo mai.

 
< Prec.

Scarica Adobe Flash Player

Scarica Adobe Flash Player

Ansa Top News

Sondaggi

Cosa pensi dell' influenza A/H1N1